Etichetta nel Dojo 道場のエチケット

 

Nel Dojo si viene per praticare Aikido, un’Arte Marziale, per rispetto al nostro Sensei, ai nostri compagni e a noi stessi è utile conoscere e saper tenere dei comportamenti consoni alla disciplina.

Ci si presenta al Dojo in tempo per potersi cambiare e preparasi con qualche esercizio di riscaldamento. Se necessario montare il tatami bisogna anticipare l’arrivo per dare una mano a questa attività. 

In caso di ritardo o di assenza è buona norma e cortesia avvertire il Sensei o chi tiene la lezione per evitare ritardi nell’inizio della sessione di allenamento e inutili attese.

Nello spogliatoio si deve essere rapidi nel cambiarsi ma ordinati nel riporre gli abiti come il keikogi, l’hakama e le armi, non bisogna occupare troppo spazio con le proprie cose.

Gli anelli, i bracciali, gli orologi, le catenine e tutto quello che può recare danno a noi o i nostri compagni durante la pratica va rimosso e messo via prima dell’allenamento. 

Il tatami ha quattro lati, la parte nord è il kamiza dove è posta un’immagine di O’Sensei Morihei Ueshiba e dove si siede il Sensei.     Si sale sul tatami dalla parte sud, shimoza, dove si siedono gli allievi mukyu e mudansha (senza grado kyu e dan). Gli allievi Shodansha e Yudansha si siedono sul lato a est detto Joseki.

A lezione iniziata si sale e scende dal tatami solo col permesso del Sensei o di un istruttore.

Per salire, si voltano le spalle al tatami, si ripongono i sandali in modo ordinato, con le punte verso l’esterno e si sale prima col piede sinistro, per scendere si usa il piede destro. Entrando o uscendo dal tatami si esegue un saluto in piedi verso il kamiza.

Per praticare si indossa il Keikogi bianco, formato da Gi più Zubon e l’Hakama, di colore nero o navy. Il keikogi è tenuto stretto da una cintura. Obi, portata in basso sui fianchi, il nodo è posto al centro e le estremità sono rivolte di lato e in basso.Il colore bianco del keikogi indicante purezza e il non attaccamento alle cose terrene deve essere pulito, integro per rispetto ai nostri compagni, alla disciplina e all’insegnate.

Nel Dojo va tenuto un tono di voce moderato per permettere la concentrazione e in rispetto di chi si sta allenando.

All’inizio e alla fine della sessione di lezione si effettua un saluto detto Zarei, dalla posizione formale seduta detta Seiza. 

La posizione di Seiza si raggiunge scendendo dalla posizione eretta portando a terra il ginocchio sinistro seguito dal destro, si sovrappongono gli allluci e si divaricano i talloni per accogliere la seduta. Tra le ginocchia lo spazio di due pugni e mezzo. La schiena è diritta, le spalle e le braccia in posizione rilassata e le mani poggiate con i palmi sulle coscie. 

Nel saluto il Sensei, si pone davanti all’immagine di O’Sensei e da il comando Shomen ni rei, successivamente saluta verso il Joseki e infine verso lo Shimoza. Ogni saluto del Sensei è ricambiato dagli allievi. 

Dalla posizione di Seiza si può iniziare la pratica con un Mokuso momento di meditazione Zen in profondo silenzio con cui si lasciano le preoccupazioni e i sentimenti negativi, si cerca l’armonia e la concentrazione. Le tensioni e i problemi vanno lasciati fuori dal tatami. 

Per alzarsi dalla posizione di Seiza si puntano le dita dei piedi, si alza il ginocchio destro quindi il sinistro una posizione neutra e equilibrata.     Il saluto verso i nostri compagni, verso il Maestro e verso O’Sensei è un cerimoniale formale giapponese di origine non religiosa. Va fatto con profondo rispetto ma non in segno di riverenza o peggio di sottomissione. 

Il Sensei o il Senpai che spiega va ascoltato in seiza, seguito in silenzio senza nessuna conversazione, eventuali osservazioni o domande vanno poste al termine della dimostrazione.

Prima di iniziare la pratica, verso il nostro compagno che ci allena, verso l’istruttore che ha spiegato o ci da istruzioni, si effettua un saluto in segno di ringraziamento, in piedi con un lieve inchino. 

Per motivi di sicurezza e cortesia i comandi di Shizuka NiMatte e Yame rispettivamente “In silenzio!”, “Aspettate!” e “Fermatevi!” vanno eseguiti immediatamente senza tentennamenti o esitazione alcuna.

Le armi anche se di legno vanno portate con rispetto, non sono bastoni su cui poggiarsi, non vanno lasciate in disordine ne lanciate. Se non si sta effettuando una tecnica le armi non vanno mai indirizzate in segno di minaccia o tenendo comportamenti pericolosi. Non si toccano le armi altrui senza il permesso. Quando ci si siede vanno poste alla nostra destra con il filo tagliente, in caso di tanto o ken, rivolto verso di noi.

Il mancato rispetto di queste regole di buon comportamento denota mancanza di rispetto e non sono accettabili per la pratica di nessuna Arte Marziale e in particolare dell’Aikido.